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Associazione Azimut

05 Nov 2009 - 15:55:51
Natuzza Evolo, pia e umile donna calabria
Vuono  . Rione Alto Napoli 
 NATUZZA EVOLO, PIA E UMILE DONNA CALABRA

MAMMA NATUZZA

                   


www.apparizioni.com
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www.apparizioni.com/index%202003/index_Pizzo.htm.

   
Azimut - Napoli - blogattivo - << --- speciale / Natuzza --- >>

NATUZZA EVOLO,
PIA E UMILE DONNA CALABRA... NOI, NON SOLO PER FEDE...
( AZ. NewLetter : 06.11.'09 )
www.associazioneazimut.blogattivo.com

<< --- IL GIORNALE DEI MISTERI --- >>
( rivista mensile  - Anno XXXIX -  N. 454 - Novembre 20009 )


     << --- "Ricordati che di casuale non c'è nulla" afferma la guida spirituale Carlo rispondendo ad un partecipante alle riunioni di cui ci racconta V. Bilotta nella serie dedicata alla medianità di Fidani. Sulle coincidenze "non casuali" indaga N.M. Campanozzi: "una casualità dipende da coincidenze, dipendenti da casualità". Una delle "ragazze" del Don - sempre pronte a porre domande "insidiose" - gli chiede: "Se il futuro è predeterminato, non dovrebbe esistere il libero arbitrio..." . Don Giuseppe risponde precisando che la libertà dell'uomo in vita è molto relativa, poichè ciò che vi è di importante nell'esistenza terrena è stato scelto e predeterminato prima della nascita ; ed ancora: "...ecco, noi viviamo un intreccio di sentimenti che fanno vivere, che fanno accadere fatti, incontri. Nulla avviene a caso". Alessandra Filiaci sottolinea che "secondo le più recenti scoperte della fisica, l'intero universo appare come una rete dinamica di sistemi energetici inseparabili, di probabilità intrecciate che interagiscono...". ---  Ecco alcuni brevissimi brani tratti da articoli del GdM che sembrano richiamarsi l'un l'altro, come a formare un tessuto, una ragnatela nei cui fili cui è scritto un messaggio complessivo che, giorno dopo giorno, secondo i nostri tempi mentali, si dipana, si rischiara, così da costituire un vero e proprio tracciato da seguire per soddisfare quell'esigenza di conoscenza che ogni uomo sembra gridare con forza col primo vagito in questa vita..... --- >>
[ NON E' UN CASO -  L'editoriale di Francesco Vajro ]

NATUZZA EVOLO, PIA E UMILE DONNA CALABRA... Noi, non solo per fede...
( AZ. NewLetter : 06.11.'09 )
I funerali di Mamma Natuzza a Paravati (Infophoto)
From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it  - Sent: Tuesday, November 03, 2009 7:37 PM Subject: I: Natuzza Evolo, in migliaia ai funerali - Corriere della Sera Da: associazioneazimut@tiscali.it Data: 03/11/2009 19.34 A: <an.arenella@libero.it>, <massimovuono@libero.it>, <associazioneazimut@tiscali.it> Ogg: Natuzza Evolo, in migliaia ai funerali - Corriere della Sera - Associazione Azimut Napoli ti segnala questa pagina di Corriere.it e ti invia questo messaggio:
___________________________________________________________________________________
ALLELUIA ! ALLELUIA !
___________________________________________________________________________________
QUANDO LA FEDE MUOVE LE MONTAGNE
                             
MAMMA NATUZZA
LA MISTICA

<< --- IO OPERO, PER COME MI ISPIRA IL SIGNORE... --- >> /
<< --- IL SIGNORE VUOLE CHE SIATE UMILI E CARITATEVOLI, ANDATE IN PACE ! --- >>
[ Natuzza Evolo ( umile e pia, in Paravati di Mileto - Calabria - Italia ) --- ]
 
VERSO LA << --- GRANDE LUCE --- >>
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A
ssociazione Azimut  - Napoli
associazioneazimut@tiscali.it - an.arenella@libero.it 
News -  November , 2009

IN MEMORIA E A GLORIA DI NATUZZA EVOLO, PIA E UMILE DONNA CALABRA...ALLELUIA ! ! ! ALLELUIA !  ! ! ALLELUIA ! ! !

AZIMUT - associazione | Napoli
 
Natuzza, nella Festa di Ognissanti, è ritornata alla Casa del Padre; nessuna delle campane "legate" , non rintocchi tristi ma di festa e, poi, il commiato, martedì 3 u.s., non di lacrime... ma di fede e riconoscenza. Alleluia!

NATUZZA EVOLO


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   UNA DELLE OPERE                 LA CASA NEL SUO PAESE         ORA PUO' VEGLIARCI

A VIVA VOCE
------ Arturo Stenio Vuono 
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presidente "Azimut" - associazione

La mia testimonianza  ---- Natuzza (*)
    Natuzza non l'ho mai dimenticata, sovente di Lei si parlava in casa; confesso che, in questi ultimi tempi, era come se fosse andata a far parte del passato, molti fatti sopravvengono, in ogni famiglia, lieti accadimenti come dolorose e diverse difficoltà , poi ci si accorge di tante, involontarie, distrazioni e disattenzioni; ma, di tanto in tanto, Sue  notizie  e fatti - per via telefono - da una delle mie cognate, cosentine, che più seguiva / segue / seguirà le sue opere e iniziative; e mi riferiva d'una donna, ormai, molto sofferente e ammalata : ne abbiamo parlato - anche - in questi giorni della Sua dipartita, specie negli ultimi dieci anni - il fardello d'una serie di malfunzionamento di tanti organi, la minava - continuava, nonostante le sofferenze, tra il meravigliarsi di chi tentava molte cure, il Suo apostolato. Tutta, per la gente. Quando la fede muove le montagne.
    A Paravati - di Mileto - Vibo Valentia ( in Calabria : terra, amata, di mia nascita )  mi ritrovai, nel lontano anno 1986, acconsentendo al desiderio d'uno dei miei fratelli - il secondogenito -  e la consorte, che, da sempre, risiedono a Cosenza - mia città natia - per la fortuna di non essere stati, a suo tempo, tra i "migranti" in penisola ( dal sud al centro e al nord, per poi "riavvicinarsi" - ed io mi son fermato a Napoli ) ; ero interessato, più che per me ma per la mia famiglia, abitando dal '72 in città, a decidersi circa il pressante invito - da diversi medici e clinici, ricercatori amici  ( tra Roma e Napoli ) - per l'intervento chirurgico, urgente ed improcrastinabile, a sanare o, almeno tentare, il sopravvenuto adenocarcinoma gastrico del quale, dopo tante traversie, s'era - ormai - diagnosticato, definitivamente ed irrimediabilmente, già in incubazione, la presenza. Ultime cito - istologie, compatibili con le diagnosi, gastroscopie, analisi di laboratorio,  coincidenti all'esplosione imminente: insomma, era cancro allo stomaco. L'urgenza dell'intervento, pertanto, l'unica e sola, residua, alternativa. Ma io, in verità, mi trattenevo e rimandavo, rinviando quel ch'era, a parere di tutti, più che urgentissimo. Era il 1986, la mia "storia" - iniziata da tanti anni prima - si risolse - poi -  tre anni dopo.
    Tutti i miei germani, da mesi, premevano in tal senso e mi spronavano, però - parimenti - volevano che mi portassi - a colloquio - con la mistica donna, Natuzza: "... vieni ad ascoltare i suoi consigli". Di Mamma Natuzza Evolo, sino allora, sapevo poco. Era il caso d'incontrarLa, di conoscerLa e parlarLe.
    Esitavo, inspiegabilmente, per una decisione e non mi sentivo pronto, respingevo - non saprei per come e il perchè - l'idea di ritrovarmi in una camera operatoria; e cosa mai mi tratteneva ? Non l'ho mai saputo., salvo le successive "coincidenze" che mi portatono all'intervento a fine anno '89. Decisi, alfine,  il viaggio in Calabria.
    Prova e riprova, da parte dei miei parenti - convinti estimatori della pia ed umile donna calabra -, tuttavia non s'era venuto a capo di fissarsi l'appuntamento; e, ormai, al tempo precedente la Santa Pasqua di quell'anno, provai - io - per via telefono, personalmente, avendo risposta immantinènte solo alla prima chiamata; riferii, con urgenza, a mio fratello che mi si attendeva per parlare con Natuzza, di lì a due giorni : giusto il tempo di preparare la partenza e presentarsi all'incontro; ch'era, tuttavia, un fatto insolito, per la grandissima difficoltà di ottenerlo, in così breve tempo, dato e considerato il notevolissimo affollarsi dei tantissimi interessati a richiederlo. Quando giunsi, chi avevo contattato mi attendeva, nessuna difficoltà solo a fare il mio nome. Ho sempre pensato, dopo l'appuntamento, che vi ero, forse - da sempre -,  già atteso.
    Da Napoli a Cosenza, in treno, alla piccola frazione di Paravati  - dunque - giunsi con l'auto dei miei parenti : dinnanzi alla modesta, rustica, casetta della contadina, mia conterranea, ove stazionava una gran folla in attesa; ed entrare, comunque sia, fu più facile del previsto, sostare in una prima saletta ove, a mò di chiesa, era predisposto perchè si pregasse un quadro del Cristo - Gesù, che, attraverso il Suo sguardo, se non timore e/o rimprovero, mi provocava - ancora non lo saprei definire ( a distanza di ben 23 anni dal fatto ) - un sentimento di notevole disagio; e ancor più facilmente, dopo appena essermi intrattenuto, chiamato per entrare nella saletta a destra, con porta chiusa, dove Natuzza Evolo - continuamente ed instancabilmente - riceveva, per tutto il giorno, in pratica senza soste, chi ne dichiarava il bisogno. Mi videro entrare,  tosto invitato - senza chiederlo - precedendo i molti -, i miei parenti che mi avevano accompagnato ed uscirne, con meraviglia,  in un sol momento. Le lancette dell'orologio di mio fratello, in verità, avevano segnato pochi minuti.
    Nell'ambiente, qualche mobile e qualche sedia, Natuzza riceveva in piedi, e così si ripeteva per me,  dopo averLe reso omaggio e per rispetto, almeno come mi accadde, naturalmente - baciandoLe le mani - ; ed Essa, mi parve che affaticata, scrutando - con insistenza - a destra e a sinistra della persona che si presentava, poi, attendeva - tutti seduti - che si parlasse, era un dialogo lungo - ma una sorta di soliloquio - poichè la mistica sintetizzava le risposte e poche furono, per me,  pure  le Sue laconiche interruzioni.
    A distanza di tanto tempo, tante volte ne ho riflettuto, e - a tutt'oggi - non ho riscontri ( per non averne parlato con Altri - all'appuntamento ), credo che, in quella saletta di ricevimento,  almeno questa la mia personalissima esperienza, tempo e spazio - come noi li registriamo - non esistevano,  penso si trattò - evidentemente - di sostare in altra "dimensione" che non conosciamo; cosicchè lunghissima la mia "relazione" - puntigliosa - a riguardo della storia clinica ( dall'iniziale gastrite, etc., all'ulcera gastrica e atrofia del pre-piloro, etc., e sino allo sbocco del "male", etc. ) nonchè la mia "interpellanza" - accompagnata da notizie sulla mia famiglia - su cosa, come e quando il da farsi; impossibile che il colloquio si svolgesse, unitamente alle Sue risposte ed interruzioni, in così minimissimo lasso di tempo e tant'è che, sin d'allora, credo - forse - d'aver parlato con il pensiero e/o che il tutto si fosse svolto, a suo tempo, probabilmente, nelle forme ultrarapidissime di telepatia. Così, mi spiego.
    Natuzza, per mia memoria, si pronunciò - in italiano e/o in dialetto calabrese, o meno, non fui, mai, in grado di stabilirlo - pressapoco come segue: << --- Il male c'è, non ancora l'intervento...non è questione di giorni o mesi, ma di anni...e si farà, pensa solo a curarti e "butta le sigarette" --- >>; e ad una delle mie, tante, osservazioni ( una, per tutte : "sei sicura? ho il dovere di pensare alla mia famiglia e non tanto, di per se stesso, a quel che può accadermi..." ), m'interruppe : << ...quel che dico, non lo dico io, ma il tuo angelo custode...perchè vuoi porre limiti alla divina provvidenza? --- >>. Racconto l'indispensabile.
    Ciò, perciò, da me, riferito ai medici: con il prosieguo di altre - integrative - cure che, a parte le terapie in corso, prendendo atto del mio diniego all'intervento chirurgico - immediato - , si concentrarono - anche - su prescrizioni, atte a potenziarmi le difese immunologiche, nonchè l'obbligo di esami speciali per controllo; e fu che, nell'arco di tre anni ( dalla primavera - anno '86 ), cure - ripetute per due mesi e per ogni anno - e controlli diagnostici, strumentali, ogni novanta giorni, a "maturata - irreversibile - degenerazione ", indubitatamente - come risulto ad esame strumentale, il cui esito conosciuto nel giorno di festa dell'Immacolata -, si andò - senza ulteriore indugio - all'intervento ( il 20 dicembre 1989 ). Tutto ok, lunghe ore per l'esecuzione dell'ardito ( per quei tempi ) modello di "insulto chirurgico" - risolutore, senza necessità neppure d'una trasfusione, per fine anno - già il 31 - ero ritornato a casa. Nel gennaio '90, poi, già dichiarato "chirurgicamente guarito", a parte l'obbligo di controlli - per un triennio -, non disposto alcun protocollo di chemioterapia.
    Non mi pare utile citare, allo scopo della testimonianza, nominativi - assai noti - di chi si occupò, da un punto di vista medico - chirurgico, e non solo, del mio "anomalo" << --- caso --- >>, non scenderò nei dettagli della terapia di "rafforzamento immunologico" ( inclusa nel protocollo di un noto medico, oggi scomparso, che dopo tanti anni - successivamente - "fece scandalo"... senza, a tutt'oggi - essere, mai, riconosciuta); non aggiungerò, in termini clinici, un commento sull'intervento chirurgico affrontato: semplicemente, per meglio spiegarmi, si trattò dell'eliminazione - totale - dello stomaco, linfonodi e milza, etc.; e accompagnata, allo scopo di garantirmi una buona qualità della vita, da una tecnica di "legamento", sostitutivo delle funzioni digerenti, dall'esofago all'ansa del digiuno. Da allora, in verità, mi sono - sempre - alimentato e normalmente vivo.
    Dirò, infine, che - nel 1990 - un mio fratello e moglie, per "verifica", si portarono a Paravati - nuovamente - da Natuzza e mostrarono una mia foto : "...perchè mi date la fotografia, non è un morto, già c'è stato ed ho parlato, vive e sta bene..." ( Natuzza, per la seconda volta, così - in sintesi - il Suo "rimprovero"... ).
    Spesso, e volentieri, penso proprio che, come me, ognuno - in conclusione - è destinato ad incrociare Altri, a parte i propri cari, per compiere una sua missione e vivere - se lo vuole - in spirito di servizio. Occorre lasciarsi andare, far scorrere il fiume della vita. E poi,si va, oltre...

Arturo Stenio Vuono (la testimonianza su Mamma Natuzza)
   
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(*) Su Natuzza - dalla rassegna stampa : "Il Mattino" / Napoli [ 2 novembre 2009 : VIBO VALENTIA | E' MORTA NATUZZA EVOLO LA << --- MISTICA --- >> DELLA GENTE  | MILETO : Hanno suonato a festa e non a lutto le campane a Paravati per la morte di Natuzza Evolo, la mistica che diceva, e tutti le credevano,di parlare con la Madonna e con i morti. - Natuzza, che aveva 85 anni, era malata da tempo. Aveva un grave forma di cardiopatia, il morbo di Parkinson e nei giorni scorsi era stata colpita da un blocco renale che aveva aggravato un quadro clinico già molto compromesso. Era ricoverata nella casa di cura di Catanzaro dove trascorreva da molti anni lunghi periodi, ma i parenti, rendendosi conto dell'inutilità ormai di qualsiasi terapia, l'avevano portata nel centro per anziani che lei stessa aveva creato grazie alle donazioni delle tante persone che le voilevano bene. - La mistica, dopo il trasferimento a Paravati, è peggiorata e all'alba di ieri è spirata circondata dai figli e dai tanti nipoti, mentre nel piazzale antistante il centro per anziani si erano raccolte centinaia di persone. Pochi minuti dopo il parroco di Paravati, don Pasquale Barone, che a Natuzza era stato vicino nei momenti di sofferenza, ha fatto suonare le campane a festa e non a morto. "Oggi è un giorno di festa e non di lutto - ha detto il parroco per spiegare la sua decisione - Natuzza è tornata al Padre". - Già da due giorni, da quando si era diffusa la notizia dell'aggravamento delle condizioni di Natuzza, molte persone erano arrivate a Paravati per starle vicine. Un fenomeno che si è accentuato dopo che si è appreso della morte della mistica. Sono state così centinaia di persone, tra cui anche molti giovani, che hanno voluto rendere omaggio alla salma di Natuzza composta nella camera ardente allestita nello stesso centro per anziani. - I funerali sono stati fissati per domani pomeriggio alle 15. Il sindaco di Mileto, Vincenzo Varone, ha proclamato per quel giorno il lutto cittadino. "Per Mileto - ha detto Varone - questo è il giorno del lutto e del dolore, ma anche della speranza perchè siamo convinti che Natuzza veglierà su di noi". - ... - "Per la Calabria, e non solo - ha detto il presidente della Regione, Agazio Loiero - è un giorno di mestizia e di dolore. Santa della semplicità e della sofferenza, Natuzza è stata un punto di riferimento per credenti e non credenti perchè per tutta la sua vita ha elargito a piene mani parole di amore e di speranza". - ... --- >>
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- FINE INTERVENTO -
<<  --- "AZIMUT - NEWS" ---  speciale Natuzza : venerdì 6 novembre 2009 --- >>
 http://i80.servimg.com/u/f80/11/70/13/62/images11.jpg                                         
Vuono junior / uff. stampa            F. Pisaniello / webm. adm.
 

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Categorie: Politica
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Commenti

Commento di: rosaria [ Membro ]
Nel lontano 1987 mi recai da Mamma Natuzza con la mia bambina x chiederLe di alcuni problemi che investivano la mia famiglia in particolare mio marito.
Premetto che venni a conoscenza di mamma Natuzza tramite la Gazzetta del Sud..( Credo il giornalista Pino Nano fece un articolo su di Lei)lessi l'articolo e allora mi spinse in un primo momento la curiosità.
Ma quello sguardo mi attirava, mi tranquillizzava, mi chiamava-
Ritagliai la foto pubblicata (che ancora conservo) e spesso la guardavo.
Non avevo appuntamento ma andai dopo pochi giorni a Paravati a casa sua con la mia bambina.
Con mio grande stupore mamma Natuzza dopo un paio d'ore che eravamo arrivati fece entrare mia figlia assieme a una coppia di sposini di Napoli.
Io con il batticuore spettavo fuori mia figlia anche xchè mi meravigliai non avevo appuntamento.
Quando uscì mia figlia era raggiante e contenta parlava a voce alta:Mamma Natuzza vuole che mi porti a casa, vedi cosa mi ha regalato la Coroncina del Rosario che illumina al buio,la devo sempre tenere al collo la Madonna deve fare x me e x te da parafulmine.
Io un pò sorpresa e impaurita non capì al momento, quindi rimasi fino alla fine quando Lei si avvicinanva alla finestra e salutava tutti i fedeli che non aveva potuto ricevere.
In mezzo a tantissima gente riesco a farmi largo con educazione e mi piazzo proprio davanti a Lei..i suoi occhi penetranti mi fissano e con rimprovero mi ammonisce dicendomi:
La tua bambina è stanca portala a casa quello che ti ha detto che ho fatto è vero ti dice la verità( xchè in effetti io nel mio intimo non credevo la mia bambina).
Bene nel 1° Maggio 1989 mio marito morì di morte cruenta davanti a me e a mia figlia come sanno fare solo i carnefici io e la mia bambina siamo stati risparmiati xchè la Madonna ci fede da scudo...io ero incinta della mia seconda figlia al 7° mese di gravidanza.
Da allora andai altre volte da Natuzza e diventò la mia Mamma Natuzza x sempre.
Mi ha aiutato con le preghiere quando cadevo a ritrovare il Signore.
Ringrazio la Madonna e porto nel mio cuore x sempre i suoi ochhi e ringrazio la Madonna-

   08.11.09 @ 14:40:37
Commento di: Arturo Stenio Vuono [ Visitatore ]
ORA CHE E' PASSATA ALL'ALTRA DIMENSIONE DELL'ESSERE, PER NATUZZA - IN TERRA - OCCORRE TESTIMONIARE; ED E' UN DOVERE FAR CONOSCERE. ANCHE QUESTO BREVE APPUNTO, OLTREMODO SIGNIFICATIVO, A CONFERMA, VA FATTO CONOSCERE.

Ricambio, affettuosamente. Vuono
   07.11.09 @ 13:07:31
Commento di: Vincenzo Nardiello [ Visitatore ]
Caro Vuono, la vostra testimonianza su Natuzza Evolo mi ha riportato con la memoria a quei giorni tribolati. Io ero arrivato da poco, ma tra di noi si era instaurato fin da subito un feeling particolare. Ricordo i timori, le preoccupazioni, ma anche la serenità con cui affrontaste gli eventi. Non sapevo dell'incontro con Natuzza Evolo e della succesiva "fotografia", ma adesso capisco meglio certi riferimenti che ogni tanto facevate alla Calabria e la ragione di quella frase - "sto bene" - che ripetevate sempre e un po' mi faceva anche preoccupare. Avete fatto bene a ricordare quei fatti. "Ricordati che di casuale non c'è nulla". Appunto.

Vi abbraccio.Enzo
   07.11.09 @ 13:06:10

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